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martedì 10 gennaio 2017

STEP 23 - UN COLORE SELVAGGIO

E' giunto il momento di ricercare il colore Isabella in un contesto "selvaggio" ovvero si cercherà di dare una dimensione primitiva e irrazionale, cercando come questo colore pu materializzarsi e diventare una realtà fisica, concreta. Senza incertezze, la corrispondenza "selvaggia" del colore Isabella è certamente rappresentata dalla reale esistenza di una razza equina denominata per l' appunto Isabella, caratterizzata da questo singolare colore del manto.
Il mantello equino nasce da una diluizione di tonalità tra il crema, il marrone chiaro, il giallo-marrone e l' ocra; una diluizione genetica che ha creato il manto Isabella. Oggi si può facilmente confondere un cavallo Isabella con un Cremello o un Palomino per la loro simile colorazione del manto, solo un occhio attento ed esperto sa disistinguere tra loro le razze che, naturalemnte saranno più facilmente identificate nel caso dei purosangue. 

Curuisando sui cavalli Isabella famosi, ho trovato che il cavallo Cisco del tenente John Dumbar nel film "Balla coi lupi" e il cavallo Spirit , protagonista del film "Spirit-Cavallo selvaggio" sono di razza Isabella.


CAVALLO CISCO IN "BALLA COI LUPI"

SPIRIT CAVALLO SELVAGGIO

PER SAPERNE DI PIU':

STEP 22 - IL COLORE IN ARCHITETTURA

A differenza degli altri ambiti, la ricerca del colore Isabella in architettura è stata molto difficoltosa, forse la più difficoltosa. Non ho trovato nessun edificio o monumento che possa essere contìsiderato propriamente di colore Isabella ma credo che la struttura che meglio rispecchi il colore in questione è il famoso Partenone di Atene.
PARTENONE DI ATENE
Ho notato come le pietre del materiale lapideo con cui è stato costruito il Partenone crea con la luce del sole, una colorazione molto simile a quella del colore Isabella e la cosa che mi piace pensare è che forse quel colore è l' unica cosa che è rimasta immutata nei secoli e che proprio quel colore veniva osservato anche dagli antichi greci, gli stessi che avevano deciso di costruirlo. presento, di seguito, l' edificio dal punto di vista architettonico, trascurando i dettagli che, per i più curiosi, sono contenuti nei link di sotto riportati.
ll Partenone è un tempio greco che sorge sull'acropoli di Atene dedicato alla dea AtenaQuesto tempio è il più famoso reperto dell'antica Grecia; è stato lodato come la migliore realizzazione dell'architettura greca classica e le sue decorazioni sono considerate alcuni dei più grandi elementi dell'arte greca. Il Partenone è un simbolo duraturo dell'antica Grecia e della democrazia ateniese e rappresenta senz'altro uno dei più grandi monumenti culturali del mondo.
Il Partenone è stato costruito dagli architetti Ictino, Callicrate e Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia, dirigente sommo di tutti i lavori: di Fidia fu la concezione della decorazione figurata, la creazione dei modelli, l'organizzazione dell'officina e il controllo della realizzazione con intervento personale nelle parti più impegnative.
CURIOSITA'
Alcuni dei rendiconti finanziari per il Partenone sono sopravvissuti e mostrano che la maggiore singola voce di spesa fu il trasporto della pietra dal monte Pentelico, circa 16 km da Atene, sull'acropoli. I fondi furono in parte tratti dal tesoro della lega di Delo, che era stato spostato dal santuario panellenico di Delo all'acropoli nel 454 a.C.
L'edificio ha orientamento est-ovest. Su un basamento vennero innalzate 8 colonne x 17, si tratta quindi di un edificio ottastilo. Le colonne sono ravvicinate ma molto slanciate.
La cella larga, divisa in tre navate da due ordini di 10 colonne doriche, aveva sul fondo un deambulatorio preceduto da una fila di 5 colonne.
La statua di Athena sorgeva al centro dell'edificio, inquadrata da colonne sui tre lati e da cassettoni del soffitto.  
Si è parlato a lungo di "correzioni ottiche", ossia accorgimenti intesi a dare otticamente l'impressione di un'assoluta perfezione geometrica di un edificio. Le principali consistono nella cosiddetta "curvatura delle orizzontali", che si adotta in particolare nello stilobate, lievemente incurvato verso l'alto (in modo da non apparire concavo a distanza), nell'inclinazione delle colonne, in particolare quelle esterne, verso l'interno (affinché esse non sembrino aprirsi verso l'esterno). Il risultato di molte piccole correzioni è tale che non esiste nell'edificio un solo blocco di marmo che abbia una forma geometrica definita.
RICOSTRUZIONE GRAFICA DEL PARTENONE


PER CURIOSARE ANCORA:

mercoledì 16 novembre 2016

STEP 16 - NEL DESIGN

In questo step mi soffermo a ricercare un oggetto di design del colore Isabella. Definiamo, prima di presentare l' oggetto in questione, l' "oggetto di design" cioè un manufatto , una struttura o qualunque "cosa" che oltre ad essere utile e a svolgere delle funzioni ben precise, quelle per cui è stato creato, è caratterizzato anche da forme, dimensioni e colori che rendono questo oggetto "bello". La bellezza a cui si allude va dalla bellezza nel suo significato vero e proprio alle sue proprietà che possono essere l' ergonomia, la portabilità, la leggerezza e tante altre caratteristiche che fanno dell' oggetto una creazione singolare.
La pipa Curvy  nasce dalla necessità di creare un oggetto nuovo, originale, dal desiderio di una pipa “che non c’era”. È un vero e proprio oggetto di design, a partire dal concept del nome “curvy” che rimanda alle forme sinuose delle silhouette femminili. Guardandola da vicino la pipa presenta un inconfondibile aspetto curvilineo, conferitole dal cannello molto pronunciato, grazie al quale è riprodotto l’effetto delle Cabalash, ma in dimensioni decisamente più a portata di mano.

lunedì 14 novembre 2016

STEP 11 - DOCUMENTO

Ricercando alcuni documenti che trattassero del colore Isabella in modo diretto, nella sua accezione più completa, ho scoperto l' esistenza di una razza di pinguini chiamata "Isabellina" , nome derivate dalla sua colorazione che rimanda al colore in esame.  

DOCUMENTO 1:

PINGUINI ISABELLA (DOCUMENTO ORIGINALE)











Continuando la ricerca ho trovato un "documento reale" risalente al 1600 circa e che, nonostante fosse scritto a mano, riporta esplicitamente data e luogo che permettono di identificarlo precisamente nello spazio e nel tempo. L' oggetto in questione è il guardaroba della regina Elisabetta I la quale, tra i migliaia capi di abbigliamento aveva...

DOCUMENTO 2:

GUARDAROBA REGINA ELISABETTA I (LIBRO ORIGINALE)

CITAZIONE pagina 724:



libro: TUDOR COMSUME AND FASHION
autore: HERBERT NORRIS
editore: DOVER PUBLICATION, INC.
città: MINEOLA, NEW YORK

domenica 13 novembre 2016

STEP 10 - EMBLEMI

Nella ricerca di un logo, uno stemma, un emblema, che sia caratterizzato dalla presenza del colore Isabella, ho notato come sia molto frequente la sua presenza perlopiù nella "cornice" di loghi antichi e di stemmi di casate e famiglie nobili. Gli stemmi in particolare riportano ai lati di quello che è il vero e proprio "logo" della famiglia o della casata degli animali feroci tipo leoni, oppure animali eleganti come cavalli o ancora animali reali come aquile o fantastici come unicorni oppure semplicemente animali che raffigurano l' essenza della famiglia come capre, lepri o mucche. Questi animali sono disegnati nella loro funzione di "tenere in piedi" lo stemma e sono accomunati, oltre dal fatto di svolgere questa funzione di supporto, anche dal colore che è simile al colore Isabella che sto esaminando. Di seguito voglio presentare qualche stemma che ha le caratteristiche suddette e qualche link per chi volesse meglio approfondire e curiosare sugli stemmi nobiliari italiani.







QUESTI STEMMI SONO STATI PRESI DAL SITO: STEMMI ITALIANI

LINK UTILI:

sabato 12 novembre 2016

STEP 8 - LA SAGGEZZA POPOLARE

La scienza è frutto dell’evoluzione dell’uomo e delle sue capacità intellettive. L’ uomo si è dovuto rapportare con la natura e con comportamento critico ha iniziato a porsi domande, a formulare ipotesi e a sperimentare queste per verificarne la veridicità. Ma prima che la misura, l’ipotesi e la sperimentazione divenissero capacità dell’essere umano, questo si è basato per secoli su teorie non vere o su avvenimenti che venivano riconosciuti oggettivamente come regole: superstizioni, proverbi e detti popolari erano l’unica forma di rapporto tra uomo e ambiente a lui circostante.


È giunto il momento di analizzare come il colore sia entrato nelle superstizioni e nel proverbio popolare, frutto di un “passa parola” arrivato fino ai nostri giorni da secoli e secoli di storia, soffermandomi, in particolare, sul come le tonalità del colore Isabella (grigio, giallo, oro, crema e marrone) siano entrate nei proverbi e nelle superstizioni.
Prima di iniziare con i colori “surrogati” al color Isabella, vorrei proporre una delle più note superstizioni riguardanti il cavallo, o meglio il ferro di cavallo, con cui credo possa essere giustificato un diretto collegamento con il colore Isabella oggetto di esame (colorazione tipica di una razza equina).
Il ferro di cavallo, è ritenuto un oggetto in grado di portare fortuna. Nella credenza popolare porta fortuna quando è appeso alla porta di casa o addirittura tenuto in casa, stando sempre molto attenti ad appenderlo con le punte rivolte verso l'alto. Appenderlo con le punte rivolte verso il basso la fortuna potrebbe abbandonare il possessore.
La più logica spiegazione nel credere che il ferro di cavallo sia un portafortuna è legata al rapporto tra contadini e cavalieri. I primi erano molto poveri e speravano di guadagnare qualcosa ogni volta che il cavallo del cavaliere perdeva un ferro. In cambio del ferro, spesso i contadini ricevevano dai cavalieri qualche moneta. Da questi episodi, probabilmente è venuta fuori la credenza che trovare un ferro di cavallo e tenerlo in casa porti fortuna, in ricordo di un guadagno insperato. 



Proverbi e detti popolari:
“blu e marrone fa cafone”;
“Con l'oro, meglio che con l'eloquenza, si prova la propria innocenza”;
“Il bianco e il rosso va e vien, ma il giallo si mantien; anzi il giallo è un color forte che dura anche dopo morte”;
“Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro”.

venerdì 21 ottobre 2016

STEP 4 - I COLORI NEL MITO

E' stato difficile trovare un mito riguardante il colore Isabella in quanto, come già presentato nella definizione del colore, pare abbia origini seicentesche, per questo credo sia più opportuno e interessante soffermare nuovamente l' attenzione sulla leggenda che per eccellenza conia il nome e sugli altri racconti storici che sono sopravvissuti nei secoli fino ai nostri giorni.
ISABELLA ARCIDUCHESSA D' AUSTRIA
La leggenda principale narra di Isabella, arciduchessa d'Austria, figlia di Filippo II di Spagna che durante l'assedio a Ostenda (sul mare del nord) nel luglio 1601 vedeva occupato suo marito, Alberto VII, Arciduca d'Austria, aspettandosi una rapida vittoria, promise di non cambiare la sua biancheria intima fino a quando la città non venisse espugnata. L'assedio durò più di tre anni e la sua biancheria intima assunse infine, come si può immaginare, una colorazione giallastra. In ricordo di questa promessa e per sottolineare la determinata personalità dell' arciduchessa Isabella la leggenda si materializza quando viene affibbiato a quel caratteristico colore il nome Isabella.Un altro racconto che pare abbia toni leggendari riguarda una simile vicenda accaduta questa volta ad Isabella di Castiglia, ma questo di questo ne abbiamo già parlato nello step 1.

Per curiosare sui protagonisti:
Isabella d' Austria
Alberto VII d' Austria
Isabella di Castiglia



giovedì 13 ottobre 2016

STEP 1 - DEFINIZIONE

CAVALLO COLOR ISABELLA
Isabella è un colore di tonalità tra il giallo e il marrone.
Le origini del nome del colore sono molteplici, basate su leggende popolari, ma oggigiorno,quando si parla del colore Isabella si sta implicitamente indicando il colore tipico del mantello del cavallo; questo colore, che deriva dal gene crema, diluisce i colori giallo, oro e marrone, tipici del manto, e lascia inalterato il nero di zampe e muso.
REGINA ELISABETTA I
Non è stato difficile risalire alla leggenda popolare che più di tutte ha riscontrato nei secoli successo secondo la quale il nome del colore deriva da Isabella, arciduchessa d'Austria, figlia di Filippo II di Spagna. Suo marito, Alberto VII, Arciduca d'Austria, pose l'assedio a Ostenda (sul mare del nord) nel luglio 1601 e Isabella, aspettandosi una rapida vittoria, promise di non cambiare la sua biancheria intima fino a quando la città non venisse espugnata. L'assedio durò più di tre anni e la sua biancheria intima assunse infine, come si può immaginare, una colorazione giallastra.
A confermare la natura leggendaria della vicenda seicentesca, è l'inventario del guardaroba della regina Elisabetta I d'Inghilterra. Nel 1600, infatti, l'inventario comprendeva già un capo d'abbigliamento di colore Isabella.
CANARINO COLOR ISABELLA
Appare perciò più plausibile,anche se probabilmente falsa anch'essa, la versione quattrocentesca che fa risalire la coniatura del colore Isabella dalla promessa di non cambiare la biancheria a Isabella di Castiglia durante gli otto mesi di assedio di Granada da parte di Ferdinando II d'Aragona.
Oggi con questo colore si identifica, come già detto, la tonalità del manto caratteristico di una razza di cavalli e la famiglia di una razza di canarini derivanti dall' accoppiamento di specie Bruni (maschi) e Agata (femmine) la cui combinazione delle rispettive tinte ha generato il colore Isabella bruno chiaro su un fondo giallo pallido.
Questo termine è passato anche al linguaggio della moda, dove si parla spesso di un "tessuto color Isabella". 

PER CURIOSARE ANCORA:

COLORE ISABELLA
CAVALLI COLOR ISABELLA
CANARINI COLOR ISABELLA